Gucci Epilogo sceglie la video art

La collezione, svelata da uno streaming di 12 ore, apre una fase nuova. «Uno spartiacque che chiude e apre al tempo stesso, una soglia da cui ripartire», ha spiegato il direttore creativo Alessandro Michele
«Our life is half natural and half technological. Half-and-half is good», parola di Nam June Paik (1932-2006), considerato il padre della video arte, dopo la prima mostra a Wuppertal nel 1963. Seguita da quella dal titolo più poetico, Moon is the oldest tv. Gucci svela la collezione Epilogo come in un vernissage, con un progetto di video arte tra reale e virtuale. Fruibile in streaming da ovunque, ma radicato a Milano nell’ultima giornata della Digital fashion week. Nel capoluogo lombardo, infatti, nelle sale cariche di storia del Bar Basso e del Jamaica (due location speciali legate al mondo degli artisti fin dai tempi di Piero Manzoni e Lucio Fontana), tra cocktail e club sandwich, una crowd in Gucci ha seguito la performance quasi sitiuazionista su vecchi televisori dal tubo catodico. Quasi degli scatoloni vintage, sui quali anche la risoluzione ricordava il vecchio standard Pal.
di Tommaso Palazzi
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(2020-07-26)

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