next edition 11th 2018/2019
back
Il mio corpo poetico, il mio corpo politico

Rassegna di video arte al femminile curata da Francesca Lolli. dalle 17:00 alle 22:00 con aperitivo e presentazione alle 18:30. Ingresso libero
Il corpo delle donne è da sempre stato al centro dell’attenzione delle società ed è spesso difficile usarlo come una tela bianca sulla quale operare senza che passino messaggi discriminatori o intrisi di pre-giudizi interiorizzati.
"Il mio corpo poetico, il mio corpo politico" è una rassegna di video arte al femminile, incentrata sull’uso del corpo come veicolo del pensiero. Un corpo desessualizzato, liberato dalle imposizioni e dalle sovrastrutture della società.
Questa rassegna intende celebrare il corpo delle donne e quelle donne che del proprio corpo fanno uso per liberare e concretizzare un’azione performativa.
Guardando e vivendo questi lavori ci si sente parte di un corpo collettivo, un corpo operante, libero e liberato, martoriato e vittorioso.
Le artiste partecipanti ed i loro lavori sono:
Agatha Brum (Brasile) - Santa Agatha, video performance, dur: 01:26 (2014)
Ana Montenegro (Brasile - Argentina) - DUST, video performance, dur: 03:39 (2018)
Fenia Kotsopoulou (Regno Unito) - MY BODY IS, video performance, dur: 01:01 (2017)
Francesca Leoni (Italia) - REFL(ACTIONS), video performance, dur: 02:30 (2015)
Francesca Lolli (Italia) - Dolorosa Mater, video performance, dur: 03:14 (2017)
Eleonora Manca (Italia) - I sing the Body Electric_Borderskin, video performance, dur: 03:49 (2012)
Mandra Cerrone (Italia) - Sine Nomine, Video performance, dur: 9:50 (2017)
Maria Korporal (Germania) - The Waltz, video e animazione sperimentale, dur: 03:11 (2010)
Patrizia Bonardi (Italia) - Uterine Lives, video loop 1 min (2006)
Sylvia Toy St. Louis aka Sylviatoyindustries (USA) - THE VICTIM, video experiment, dur: 04:04 (2016)
ORARIO: dalle 17:00 alle 22:00. Aperitivo e presentazione alle 18:30.
Concept dei lavori
Santa Agatha, video performance, di Agatha Brum
La video performance è una riflessione sulla storia di Santa Agatha, protettrice del seno. Agatha, oggi santificata, dopo aver rifiutato una richiesta di matrimonio da parte del senatore romano Quinziano subì violente persecuzioni dallo stesso. Inseguita ed accusata di appartenere ad una setta fuorilegge del tempo Agatha fu torturata e trascinata su pezzi di vetro e braci ardenti. Infine le furono strappati i seni con ferri taglienti.
DUST, video performance, di Ana Montenegro
“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, / finché non ritornerai alla terra, / perché da essa sei stato tratto: / polvere tu sei e in polvere ritornerai” (Genesi 3,19).
Il termine usato per "POLVERE"(`apar ‘ in ebraico) letteralmente significa la terra sciolta che giace sopra la terra, senza dover scavare. L'artista, con la parte anteriore del corpo, le mani e l'orecchio sul suolo, in uno stato di immobilità, suggerisce di ascoltare la terra o di tornare alla polvere, al vuoto, alla profondità. L’ America Latina, la Terra nella quale l’azione ha avuto luogo, è la Terra di diversi Paesi e arricchisce e conduce il senso della Performance sulla questione dello spostamento e dell'immigrazione, solleva profonde riflessioni, esponendo la fragile situazione di tanti corpi, proprietari di un non-luogo, di una non-vita.
Y BODY IS, video performance, di Fenia Kotsopoulou
“L’opera è una concatenazione di immagini e parole che formano una risposta a me stessa, in modo che io non dimentichi e una risposta a te, così che tu ricordi”. Il mio corpo è: la mia casa, territorio di nessun uomo, dove risiede il potere, rifugio delle emozioni, testimone, mappa del tempo, il mio strumento di espressione, dove esiste il piacere, dove la verità viene manifestata, il mio corpo è solo mio solo mio solo mio solo mio solo mio).
REFL(ACTIONS), video performance, di Francesca Leoni
Purificazione, nascita, benedizione, intuizione, rinnovazione. Questi sono solo alcuni dei significati simbolici dell’acqua, elemento presente in tutte le religioni e spesso utilizzato attraverso i riti. Nei sogni l’acqua rappresenta l’inconscio ed è anche strettamente legato al femminile. L’ acqua, quindi, come nascita e morte, espressione del ciclo infinito della vita che diventa, in questo lavoro, il mezzo performativo per la ricerca più intima di se stessi.
Dolorosa Mater, video performance, di Francesca Lolli
Il silenzio è spesso manifestazione di una limitazione esterna; un’imposizione fisica, psicologica e sociale che l’artista sceglie di mostrare concentrandosi sulla figura della donna, costretta a causa della sua identità sessuale ad una costante lotta per la propria affermazione sociale ed espressiva.
I sing the Body Electric_Borderskin, video performance, di Eleonora Manca
Da un verso di Walt Whitman nasce il progetto I Sing The Body Electric ruotante attorno il tema del corpo inteso come confine. Confine non nell'accezione negativa di essere "confinati", ai margini, alienati, ma nell'accezione espansiva di linea netta, forte e presente di demarcazione fra il "sé" e il resto del mondo. Un confine fra pelle, struttura e spazio. Corpo, dunque, come linguaggio che fa coincidere l'io narrante con l'io narrato dove il corpo diviene segno di tutti i corpi; esplorandosi si archetipizza dimenticando la propria soggettività rivendicando l'umiliazione estrema di essere segregati in un soma unico e sessuato e al contempo la nostra natura di essere fragili tanto nella carne quanto nello spirito. Il pensiero comunica con il corpo e scrive su di esso le proprie emozioni recuperando incessantemente i contenuti della memoria. Ogni corpo è memoria ed essa si stratifica a tal punto che ogni nostro atto è inevitabilmente legato ai ricordi che il pensiero cosciente tende ad annullare, ma che sostano inattaccabili nel corpo. Mentre la mente opera secondo azioni di conoscenza e di rimozione, il corpo non dimentica nulla e mantiene nelle proprie cellule ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni sguardo, ogni parola. L’idioma del corpo è dunque l’inesplicabile linguaggio della memoria.
Sine Nomine, Video performance, di Mandra Cerrone
L’azione è un gesto poetico dalla portata psicomagica per liberarsi dai legami transgenerazionali; togliendoci di dosso l’invisibile lealtà che ci lega indissolubilmente ai nostri antenati ci si libera dal loro giudizio e da un’eredità psicoaffettiva che non ci appartiene veramente.
The Waltz, video e animazione sperimentale, di Maria Korporal
Nel video The Waltz figurano uccelli che volano liberi e una coppia di donne (possono essere sorelle, amiche, amanti) che sono rinchiuse in una gabbia e ballano infinitamente sul ritmo di un valzer. Alla fine riescono a liberarsi… Il video ha chiari riferimenti ai gender issues e all’emancipazione femminile. È il primo video del progetto “Korporal Zoo”: una serie di video di Maria Korporal in cui il mondo animale e umano è osservato da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale. Il progetto è un work in progress iniziato nel 2010. I video di “Korporal Zoo” sono stati realizzati con una grande varietà di tecniche e ogni opera è un mix animato di foto e filmati, nonché disegni e collage.
Uterine Lives, video loop, di Patrizia Bonardi
“Suoni fisiologici, organici mentre nulla succede se non il lento movimento di tre identità aggrovigliate una sull’altra, in un’armonia uterina”
Nel 2006 Bonardi ha incontrato da poco gli scritti sociologici di Zygmunt Bauman che l’avvicineranno al legame con la sociologia, come compagna di ricerca artistica.
Così, pur immersa in vissuti personali, è consapevole che ciò che è in gioco è politico, perché il corpo delle donne lo è da sempre. Questo soprattutto quando decidono di occuparsi di cittadinanza attiva, esprimendo i loro vissuti, come significativi per la società e per l’arte contemporanea, nonché per la sociologia.
Il lavoro viene concepito dall’artista legandolo direttamente al suo vivere, come presa di coscienza dell’inizio di una svolta, l’affacciarsi alla pre adolescenza della figlia primogenita. Bonardi cristallizza, un momento di perfetta armonia, la fase infantile dei suoi tre figli; lo fa tracciando un filo d’unione fra infanzia e gestazione.
Per questo il video vuole immergerci in una sorta di vita uterina, aiutati dal piccolo spazio a disposizione per i bimbi, che stretti l’un l’altro, occupano un’ area idealmente sferica, con movimenti ridotti al minimo. Vi è l’uso della cera d’api come filtro all’immagine, voluto perché venga letta con discrezione, cura, rispetto, come chi guardi qualcosa di intimo, appunto di uterino, volendo mettendo fra lo spettatore e i bimbi il corpo stesso dell’artista. Si tratta di uno dei primi utilizzi della cera d’api, quello che diventerà per Bonardi materiale principe dei suoi lavori scultorei e installativi.
THE VICTIM, video experiment, di Sylviatoyindustries
THE VICTIM è un monologo filmico sul bullismo, la paura ed il coraggio.
PACTA dei Teatri Salone via Ulisse Dini 7, 20142 Milano

www.pacta.org
(2018-06-12)
||||